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Spesso vedo rincorrere la novità lungo strade già disegnate e percorse da altri. E' il mondo delle mode, delle consuetudini, dei trend. Nulla può essere innovativo se riprende il conosciuto. Eppure ci casciamo spesso tutti: dimentichiamo di ricercare e ci perdiamo nell'inseguimento sterile del già detto. Il nostro mondo diventa allora quello delle citazioni continue, dell'imitazione spasmodica, dell'essere al posto giusto, con le persone giuste. Come se fare quello che fanno tutti fosse sufficiente a fare di noi dei creativi. Una sorta di osmosi del talento, tanto auspicata quanto mai verificata in realtà. Bisognerebbe guardare invece più spesso i bambini giocare, o meglio quei bambini ai quali i genitori lasciano disegnare su fogli bianchi e non su quaderni con le linee già tracciate chiedendo loro semplicemente di riempire gli spazi ("mi raccomando stai bene dentro le righe!!!)". Quando sono liberi, il segno di ciascun bambino è imparagonabile a quello di qualunque altro. E' il suo, unico, naturale modo di esprimersi. E' il suo stile. Partiamo più spesso, dunque, dai fogli bianchi, senza paura del vuoto e senza il bisogno di ricercare preventivamente stilemi ed esempi a cui riferirsi. Certo fa più paura: è più difficile nascondere i propri limiti. Ma non dobbiamo spaventarci: piuttosto dell'ennesima copia, per quanto bella, è meglio uno sgorbio originale. Coraggio, allora.

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massimo fabbro Comment by massimo fabbro on January 6, 2009 at 8:22am
ti seguo con un paio di riflessioni.
Innanzitutto, oltre alla strada del "brutto", del non canonico, del diverso, possiamo anche percorrere il sentiero dell'INDEFINITO, del non completamente svelato, dell'incompiuto. Anche in questo caso è l'imperfezione, la non definizione che può generare bellezza ed originalità. E' una strada che, oggi, appare lontanissima del nostro mondo digitale, binario ma che proprio per questo va scoltata. E' la lezione, inevitabilmente analogica, del romanticismo soprattutto quello tedesco di fine ottocento. La lezione romantica sul senso del limite, del vuoto, dell'infinito/indefinito quale fonte primaria di bellezza, stupore ed emozione è ricca di interessanti avvertimenti estetici.
"Non solo l'eleganza, ma la nobiltà la grandezza, tutte le qualità del linguaggio poetico, anzi il linguaggio poetico esso stesso, consiste, se ben l'osservi, in un modo di parlare indefinito, o non ben definito, o sempre meno definito del parlar prosaico o volgare." (G.Leopardi - Lo zibaldone).
Inoltre, sempre seguendo i romantici, la ricerca dell'originalità si può fare solo guardando in se stessi, evitando ogni anelito (o "fanatismo" come lo chiamavano Novalis & Co.) alle mode e all'imitazione degli altri, per quanto bravi. Lo stile è in noi stessi. E' ciò che si è in ciò che si fa. In questo la ricerca della propria originalità è un percorso tortuoso , duro, serio e che nessuno, dall'esterno, può insegnarci.
libero rutilo Comment by libero rutilo on January 6, 2009 at 1:07am
spesso per fare delle cose originali e più semplice percorrere le vie meno calpestate come quella del brutto.
E difficile pero cadere in questa trappola, il brutto in se e per se e sempre più originale del bello, ma rimane sempre in se e per se più brutto del bello.
la vera sfida sta nel fare del bel brutto qualcosa di esteticamente diverso dal brutto, cioè fare del brutto estetico.
Il brutto e sempre stato considerato l’ombra del bello, il suo fratello gemello cattivo,
Nella filosofia greca,il brutto si presenta sotto la forma del "non-essere". Una statua manca della proporzione giusta - secondo il canone di Policleto - quando ad esempio una testa maschile non sia, dal mento all'attaccatura dei capelli, un decimo dell'altezza del corpo. Se proporzioni canoniche come questa non sono rispettate, allora la statua viene brutta, è colpita da questa maledizione del non-essere, nel senso che c'è qualche cosa che non dovrebbe essere così.
E qui viene il bello, mi spiego, bisogna non disegnare il brutto, ma nemmeno disegnare il bello, bisogna disegnare senza tener conto di questi canoni arcaici e superati, bisogna disegnare liberamente senza vedere ciò che fa trend, bisogna esprimersi e si riesce ad attingere a una fonte del estetica diversa.
L’imperfetto.
Perché ormai il design ha esaurito tutte le sue possibili forme ingenue, le sue forme perfette.
Così nasce l’ interesse del imperfetto, del diverso, in cui il brutto tradizionale serve come lievito per scoprire nuove forme di estetica....
l'estetica del imperfetto.......................

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