Spesso vedo rincorrere la novità lungo strade già disegnate e percorse da altri. E' il mondo delle mode, delle consuetudini, dei trend. Nulla può essere innovativo se riprende il conosciuto. Eppure ci casciamo spesso tutti: dimentichiamo di ricercare e ci perdiamo nell'inseguimento sterile del già detto. Il nostro mondo diventa allora quello delle citazioni continue, dell'imitazione spasmodica, dell'essere al posto giusto, con le persone giuste. Come se fare quello che fanno tutti fosse sufficiente a fare di noi dei creativi. Una sorta di osmosi del talento, tanto auspicata quanto mai verificata in realtà. Bisognerebbe guardare invece più spesso i bambini giocare, o meglio quei bambini ai quali i genitori lasciano disegnare su fogli bianchi e non su quaderni con le linee già tracciate chiedendo loro semplicemente di riempire gli spazi ("mi raccomando stai bene dentro le righe!!!)". Quando sono liberi, il segno di ciascun bambino è imparagonabile a quello di qualunque altro. E' il suo, unico, naturale modo di esprimersi. E' il suo stile. Partiamo più spesso, dunque, dai fogli bianchi, senza paura del vuoto e senza il bisogno di ricercare preventivamente stilemi ed esempi a cui riferirsi. Certo fa più paura: è più difficile nascondere i propri limiti. Ma non dobbiamo spaventarci: piuttosto dell'ennesima copia, per quanto bella, è meglio uno sgorbio originale. Coraggio, allora.
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