Ieri, passeggiavo tra le vie intorno al nostro ufficio, zigzagando tra le tante installazioni, showroom temporanei, performance di vario genere legati al "fuori salone" 2009.
Guardando la folla di visitatori assetati di "innovazione e di PR", mi è venuto in mente un passo di Kandinsky sul rapporto tra chi crea e chi semplicemente osserva...
Ecco le frasi:
" Ogni fenomeno può essere vissuto in due diverse maniere. Queste due maniere non sono arbitrarie, ma legate ai fenomeni – esse vengono derivate dalla natura dei fenomeni, da due loro proprietà: ESTERNO-INTERNO.
Si può osservare la strada stando dietro il vetro della finestra: i rumori ne vengono attutiti, i movimenti diventano fantomatici, ma saldo e duro, come un’entità separata, che pulsi in un “al di là”.
Oppure si apre la porta: si esce dall’isolamento, ci si immerge in questa entità, vi si diventa attivi e si partecipa a questo pulsare della vita con tutti i propri sensi."
Wassily Kandinsky
Punto Linea Superficie (1926)
Innumerevoli sono gli osservatori esterni, pochi coloro che stando dentro alle cose incidono su di esse e le modificano, le innovano.
L'adesione, la profondità, l'immersione sono incompatibili con la sola osservazione. E' la differenza tra creazione e compilazione.
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